È stata concessa una proroga di tre mesi per la perizia sul deragliamento del treno a Carnate.

Non esclusa la possibilità che i consulenti eseguano un esperimento giudiziale riproducendo la stessa situazione. Doveva essere depositata a metà novembre la consulenza tecnica disposta dalla Procura di Monza per chiarire la vicenda del regionale di Trenord, che si è inaspettatamente avviato il 19 agosto scorso dai binari della stazione di Paderno-Robbiate mentre il macchinista e il capotreno erano a fare una pausa al bar.

Tuttavia, anche a causa di uno dei periti in quarantena per il Covid-19, è stato necessario chiedere una proroga, concessa dal pm monzese nel termine di tre mesi. La consulenza dovrà ricostruire la dinamica della vicenda e dare una risposta a tante domande, tra cui se sia possibile che il sistema frenante sia stato azionato ma non sia entrato in funzione e se sia stata una inusuale pendenza della linea ferroviaria a fare muovere la locomotrice ferma insieme ai vagoni. Per farlo non è escluso che venga disposto un esperimento giudiziale tornando alla stazione di Paderno per ricostruire la stessa scena di quando il convoglio è ripartita da sola e verificare se si replicano le conseguenze.

I due indagati di disastro ferroviario colposo sono già stati interrogati alla Procura di Monza. Davanti al procuratore monzese e al pm titolare dell’inchiesta, il macchinista si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il capotreno ha invece risposto, sostenendo che era nelle sue facoltà allontanarsi dal treno dopo lo stazionamento in seguito all’azionamento del sistema frenante, accorgimento che non spettava a lui ma al macchinista inserire. Per questo motivo entrambi si sono allontanati per approfittare della mezz’ora in cui la locomotiva e i convogli attaccati restano fermi.

I magistrati hanno iscritto sul registro degli indagati il macchinista perché, secondo una prima ricostruzione della Polfer di Milano, non avrebbe azionato il freno prima di allontanarsi. Almeno secondo quanto risulta dall’esame eseguito sulla “scatola nera” del treno. Il capotreno è invece accusato di essersi allontanato dal treno mentre il regolamento prevede che lui rimanga presente proprio per evitare disguidi.

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