Sui treni accade davvero di tutto, anche cose che non ci si aspetterebbe.
Devono aver pensato questo coloro che ieri hanno assistito ad una scena surreale a Bologna.
Un uomo di 71 anni, accompagnato dalla moglie, era salito a Milano sul Frecciarossa destinato a Lecce portando con sé una grossa bombola d’ossigeno che lo aiutava a respirare.
Purtroppo l'ingombrante oggetto non era trasportabile per ovvi motivi di sicurezza e il capotreno, a Bologna, non ha potuto fare altro che spiegare la problematica all'uomo.
Tutto però è stato inutile e sono state necessarie ore di trattative, l’arrivo del 118 e la mediazione di un paziente ispettore della Polizia per convincerlo a scendere.
Quando sembrava che tutto era finito, con l'ambulanza giunta apposta per portare la coppia fino a Lecce l'umo si è nuovamente opposto, esigendo un foglio di carta firmato con il quale veniva garantito il viaggio fino a casa. Alla fine è arrivato anche quello ma la situazione, intanto, stava prendendo una brutta piega.
Per fortuna Trenitalia ha capito come si stavano mettendo le cose e ha fatto arrivare un treno di riserva vuoto da Milano che solo alle 15.30 è ripartito verso Sud con 450 passeggeri che, infuriati, hanno dovuto cambiare convoglio.
Nel frattempo, altri 150 erano già scesi stufi dell’attesa, e avevano preso altri mezzi di propria iniziativa. A questi seicento viaggiatori, per fortuna, Trenitalia ha garantito il rimborso del 100% del prezzo del biglietto.
Nulla si può dire sull'operato dei ferrovieri: "Giuro, gli abbiamo proposto di tutto", racconta una dipendente di Trenitalia durante la trattativa iniziata a mezzogiorno e finita alle 18.30.
"Non voleva separarsi della sua bombola d’ossigeno. Gli abbiamo proposto una stanza d’albergo per riposare, siamo andati a comprare in farmacia delle bombolette più piccole, gli abbiamo assicurato che alla stazione di Ancona ne avrebbe trovate delle altre e garantito che la bombola grande l’avremmo spedita a casa sua con un corriere. Ma lui non si è convinto".
Fino all'arrivo del foglio con la promessa di essere portato a Lecce. Per la cronaca, il treno è giunto a destino con 244 minuti di ritardo.


